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09-22-2017

Il panorama televisivo romeno, la libertà di stampa e la proprietà dei canali tv: i casi di "Antena 1" e "Realitatea TV", in questo approfondimento di "Dilema Veche"

Non è una novità che i canali televisivi occupino il primo posto nelle preferenze dei consumatori di mass media in Romania, come del resto in altri paesi, il che vorrebbe dire, in teoria, che in questo spazio dovrebbe concentrarsi il maggior livello di attenzione, responsabilità e spirito professionale. Va da sé che le teorie sull’etica non hanno nulla a programma tv rumenoche vedere con il bisogno di audience, in Romania molto spesso associato al sensazionalismo o alla propaganda politica.
Secondo paginademedia.ro , tra i canali televisivi romeni che nel 2016 hanno ricevuto il maggior numero di sanzioni dal Consiglio Nazionale dell’Audiovisivo (CNA) si annoverano Antena 1 (tra le reti generaliste), România TV e Realitatea TV (tra le reti di sole notizie). Ma qual è il background di queste reti e dei loro precedenti e attuali proprietari?

Antena 1 e Realitatea TV

Antena 1 è nata nel 1993 ed è oggi uno dei canali televisivi più seguiti del paese. Fa parte del gruppo Intact Media Group e appartiene alla Holding GRIVCO. La storia del gruppo è legata alla figura di Dan Voiculescu, che nel 2011 ricevette dall’Alta Corte di Cassazione e Giustizia il verdetto di ex collaboratore della Securitate durante il regime comunista. Dopo la Rivoluzione, Voiculescu divenne politico e imprenditore. Fu senatore fino al 2012, anno in cui rassegnò le dimissioni. È tra gli uomini più ricchi del paese ed è il fondatore del Gruppo Intact Media il quale, accanto ad Antena 1 e Antena 3, comprende sia quotidiani (Jurnalul național e Gazeta Sporturilor) che stazioni radio. Nel 2014, Voiculescu fu condannato a dieci anni di reclusione nel processo ICA per riciclaggio di denaro.

Realitatea TV, primo canale televisivo romeno interamente dedicato alle notizie, fu fondato nel 2001. All’epoca era guidato da Silviu Prigoană, affarista ed ex politico. Noto al grande pubblico soprattutto per i programmi di gossip in cui metteva in piazza la sua vita privata e le frequenti liti con l’ex moglie, si candidò, senza successo, alle elezioni come sindaco di Bucarest nel 2012. Nel 2010, la direzione di Realitatea Media fu assunta da Sebastian Ghiță, proprietario di Asesoft, una holding di società attiva nel settore IT. Solo qualche mese dopo, la maggioranza delle azioni del canale Realitatea TV venne acquisita dall’imprenditore Elan Schwartzenberg (92%). Nell’ottobre 2011 il canale si scinde, in parallelo al trasferimento della sede di Realitatea TV negli studi alle porte di Bucarest. Parte del personale decide, allora, di restare accanto all’ex manager Sebastian Ghiță, che fonda un nuovo canale, România TV. Dal 2013, Realitatea TV è diretta da Cozmin Gușă e Maricel Păcuraru.
Sia Elan Schwartzenberg che Maricel Păcuraru e Sebastian Ghiță sono da lungo tempo ai ferri corti con la giustizia. Il primo è stato accusato di concorso in corruzione, motivo per cui i procuratori anticorruzione ne hanno disposto l’arresto il 30 maggio scorso. Così recita il comunicato stampa della DNA (Direzione Nazionale Anticorruzione): “Nel corso del 2011, l’imputato Schwartzenberg Emilian ha aiutato Morgenstern Avraham, amministratore unico di una società, a consegnare a Mazăre Radu Ştefan, all’epoca sindaco del municipio di Costanza, la somma totale di 175.000 euro affinché quest’ultimo, sia nell’ambito dei suoi incarichi che al di fuori di essi, e in contrapposizione agli stessi, si adoperasse per agevolare alla società in questione la vincita in condizioni vantaggiose di un appalto riguardante la commessa per la costruzione del Campus sociale Henri Coandă, per un valore di 40.964.030 lei, IVA esclusa (9 milioni di Euro). (…) L’aiuto fornito da Schwartzenberg Emilian è consistito da una parte nell’aver intermediato la consegna della somma di 175.000 euro interponendo, sul percorso del denaro, una società offshore, di cui era il beneficiario reale, e dall’altra nell’aver agevolato i rapporti tra Mazăre Radu Ştefan e Morgenstern Avraham, essendo amico di entrambi. La società off shore è una società immatricolata nelle Isole Vergini Britanniche che deteneva conti correnti in Liechtenstein. Tutte le operazioni di bonifico venivano disposte da Schwartzenberg Emilian, in quanto beneficiario reale ed erano eseguite da un’altra persona” (comunicato apparso su mediafax.ro).
Maricel Păcuraru è un imprenditore condannato nel 2014 insieme all’ex direttore delle Poste Romene, Mihail Toader, a quattro anni di reclusione nel procedimento sulle polizze assicurative per i dipendenti, con un pregiudizio stimato in 4 milioni di euro. Accusato di riciclaggio e di concorso in abuso d’ufficio, Păcuraru è stato rilasciato con la condizionale all’inizio di quest’anno.
Sebastian Ghiță è un imprenditore proprietario del gruppo Asesoft e del canale televisivo România TV. Alle elezioni legislative del 2012 ottenne un seggio in Parlamento. Nel 2002 fu accusato di concorso in truffa e falso in dichiarazioni riguardo a diverse transazioni petrolifere, che portarono a un danno erariale di 20 miliardi di vecchi lei (450.000 euro). Rinviato a giudizio nel procedimento “Tracia – Asesoft”, venne giudicato non colpevole dal Tribunale di Bucarest nel novembre 2011. Nell’ottobre 2009, il suo patrimonio era stimato in circa 100 milioni di euro. Il 23 ottobre 2011 creò il canale televisivo România TV e dal 2012 è deputato nelle liste dell’Unione Social-Liberale (USL, oggi sciolta n.d.T.)

Attualmente è indagato penalmente in diversi procedimenti. Riciclaggio di denaro, uso illecito di informazioni riservate, ricatto, tangenti, traffico di influenze, guida senza patente. Nel settembre 2016, Sebastian Ghiță si è autodenunciato alla Procura: “Ho partecipato alla falsificazione della perizia sulla tesi di dottorato di Codruța Kövesi, procuratrice capo della DNA”. Benché accusato e sotto controllo giudiziario, con una cauzione di 13 milioni di euro e il divieto di lasciare il paese, Sebastian Ghiță è attualmente ricercato. Scomparso nel dicembre 2016, è stato visto per l’ultima volta in Romania a una riunione con i parlamentari che facevano parte della Commissione di Controllo del Servizio Romeno di Informazioni (SRI) del Parlamento. Poco dopo la scomparsa, România TV, canale di sua proprietà, ha cominciato a ricevere e a trasmettere sue registrazioni, in cui Ghiță muove accuse nei confronti della procuratrice capo Kövesi. In una di esse, sostiene che Victor Ponta avrebbe designato quest’ultima alla direzione della DNA perché era sotto ricatto.

La pressione sulla libertà di stampa

In teoria, benché ai ferri corti con la giustizia, i proprietari delle televisioni e le loro conoscenze non dovrebbero influenzare la politica editoriale dei canali TV. Eppure, vi sono non pochi esempi di come costoro e le persone a loro vicine abbiano esercitato pressione sulla libertà di stampa. In seguito alla condanna di Dan Voiculescu, giornalisti di primo piano del suo canale eressero un muro a difesa del loro capo, dicendo che la Giustizia era corrotta e che la condanna aveva una matrice politica. Nel 2016, quando l’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione Fiscale (ANAF) ha inviato al gruppo Intact una nuova ingiunzione legale per l’evacuazione delle sedi da cui trasmetteva, è stata invocata la violazione del diritto di stampa, ottenendo persino l’appoggio dei politici, tra cui il presidente del Senato Călin Popescu-Tăriceanu, che dichiarava: “È necessario prendere posizione innanzi a questo tentativo di reprimere la libertà di stampa”. Tuttavia, la decisione sul sequestro era stata presa in sede giudiziaria e aveva come obiettivo i beni, non la licenza delle televisioni.
Allo stesso modo, le sanzioni del CNA nei confronti di România TV all’inizio dell’anno erano state comminate per “manipolazione” e “disinformazione”, contemplando le notizie false trasmesse dal canale durante le proteste antigovernative. In realtà, la sostanza vera delle disinformazioni era la propaganda politica. Nonostante ciò, l’audience di questi canali non è diminuita. Alcuni sono stati boicottati dalle società commerciali che hanno ritirato le loro réclame in segno di protesta. Come si comporta, invece, il pubblico consumatore e come possiamo eventualmente sanzionare le alterazioni della stampa?
Ioana Avădani, direttrice del Centro per il Giornalismo Indipendente: “In primo luogo, cambiando canale. In secondo luogo, scrivendo commenti negativi. Terzo, sporgendo denuncia presso il CNA per assenza di equilibrio dell’informazione, che per le televisioni è obbligatorio. A proposito della trasparenza della proprietà dei media e dell’impatto che i loro proprietari hanno su di noi, vorrei dire che ho lavorato insieme al CNA per rendere più trasparente la banca dati dei proprietari di licenze. Le liste sono sul sito del Consiglio. È forse diminuita l’audience di qualche canale radio o TV quando i cittadini hanno appreso che chi lo dirige è un mascalzone? Ricordiamoci che, in fin dei conti, viviamo in un paese che è stato in grado di votare Cherecheș… (ex sindaco di Baia Mare, arrestato nel 2016 per tangenti n.d.T.)”.

Articolo di Stela Giurgeanu
Traduzione dal romeno di Anita Natascia Bernacchia

 

 

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su OBC Transeuropa:   https://www.balcanicaucaso.org/aree/Romania/Romania-le-televisioni-mainstream-e-i-loro-proprietari-179372