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09-22-2017

Ultimamente i farmer romeni si sono orientati verso colture più profittevoli. Si tratta di colture di nocciole e tartufi che si possono realizzare anche laddove ci sono terreni non lavorati e difficilmente coltivabili, degradati, oppure a rischio di frane. Negli ultimi anni, gli stranieri interessati hanno cominciato non solo a produrre, ma anche ad offrire consulenza e supporto a chi desidera investire in colture di questo tipo.

I costi sono bassi, dicono gli investitori, e il guadagno significativo. Ad esempio, nella provincia di Timis (ovest), gli italiani hanno creato, otto anni fà, una delle maggiori piantagioni di noccioli dell’Europa su una superficie di 850 ettari con possibilità di estendersi fino a 1.500 ettari.
Le nocciole prodotte in questa zona sono utilizzate per uno dei primi marchi di cioccolato del mondo. Gli abitanti della zona guardano con ammirazione i noccioli sulle colline, e l’idea di un affare simile è ormai presa in considerazione da molti di loro.

pianta noccioleDopo più visite in Italia, nel Piemonte, Elena Muntean è tornata in Romania decisa di avviare un affare in questo campo. “Cinque anni fa’, quando sono andata in Italia, ho visto queste piantagioni di noccioli. Erano colture che non avevo mai visto fino allora e fo fatto una passione per quelle piante meravigliose. Sapevo che un giorno avrei avuto anch’io la mia piantagione. Ho tentato più volte di comprare un terreno, ma solo qualche anno fa’ sono riuscita ad acquistare 40 ettari a Jidvei, nel villaggio Veseus. E’ un affare. Molti mi hanno chiesto come mai ho avuto il corraggio di investire tanti soldi in tanti ettari di terreno. Per me non è un rischio, bensì un affare e, a mio avviso è, attualmente, il miglior affare nell’agricoltura”, spiega Elena Muntean.

La nostra ospite ha investito circa 200.000 euro negli alberelli di nocciolo portati dall’Italia e comprati con 5 euro e nella terra, e ora la sua piantagione si stende per 40 ettari ed è la prima di questo tipo nella provincia di Alba.

“E’ una coltura che richiede circa 3 anni. Aspetterò 3 anni, nel quarto avrò una piccola produzione e nel quinto già potrò recuperare il mio noccioleinvestimento. I noccioli sono selezionati, appartengono al tipo Tonda gentile romana, un nocciolo con frutta molto grande, con il diametro di 18 mm, molto produttivo. Le nocciole sono molto richieste sul mercato mondiale, esiste anche una borsa delle nocciole che stabilisce il loro prezzo. So che in Italia, ad esempio, la domanda è soddisfatta solo nella misura del 40%. Il restante 60% viene acquistato in Turchia, che è la maggiore produttrice di nocciole, ma le nocciole turche non sono di alta qualità. Si possono vendere anche in Romania, perchè esiste un’industria dei dolci e sono certa che c’è posto per tutti coloro che vorrano coltivare nocciole, da vendere sia in Romania che sul mercato internazionale”, aggiunge Elena Muntean.

Sul mercato europeo, il prezzo delle nocciole parte da 3,5 euro al kilo e arriva fino a 7 euro. 10 anni dopo aver piantato i noccioli la produzione può arrivare a 20-30 kili per ogni albero. La durata redditizia della piantagione è di circa 40 anni. Un altro vantaggio delle colture di noccioli è che questo albero va molto d’accordo con il tartufo, fungo sotteraneo che vive in simbiosi con alberi come il nocciolo, la quercia e il carpino. I tartufi sono molto richiesti soprattutto nei ristorati e sono considerati alimenti di lusso. Un kilo di tartufo può arrivare a costare tra 100 e 200 euro. Questa primavera, gli ingegneri dell’Istituto di Ricerca e Allestimento Forestale di Timişoara hanno avviato un progetto volto a realizzare una coltura sperimentale di tartufi nella zona del Banato. Si tratta di una specie di tartufo nero che, a Moldova Noua (sud-ovest), ha ottime condizioni di sviluppo, dice l’ingegnere Ilie Cantar.

“Noi stiamo effettuando una ricerca per vedere se si possono sviluppare queste specie di tartufo, perché per le altre specie non ci sono problemi. Ciò che abbiamo piantato noi cresce solo nel nord Italia e nel sud della Francia, dove il clima è mite, le temperature medie annuali sono alte, mentre in Romania ciò avviene solo in zone in cui esiste una certa influenza mediterranea, come Moldova Nouă, dove crescono anche specie endemiche per la Romania come il fico. Quest’influenza mediterranea ci permette di coltivare i tartufi”, spiega l’ingegnere.

Il progetto avviato ora a Moldova Noua si potrebbe estendere anche in altre zone della provincia di Timis. Sebbene i tartufi crescano anche nelle foreste romene, le condizioni meteo non permettono la coltivazione di specie superiori. In Romania, il 90% sono tartufi estivi, di qualità inferiore, che valgono tra 20 e 150 euro al kilo. Il tartufo più caro sul mercato mondiale è una specie di tartufo bianco che può arrivare a costare all’asta fino a 4.000 euro al kilo.

 

 

http://www.rri.ro/art.shtml?lang=8&sec=116&art=260072